Inclusione Sociale
Progetto concluso

Tre interventi per l’emergenza povertà nella città di Novara

Una prima risposta alle molteplici sfaccettature dell’emergenza povertà nella città di Novara.

Povertà è soffrire la fame, è vivere senza un tetto, è essere ammalati e non potersi curare; povertà è non avere un lavoro o avere un lavoro precario, intermittente, è vivere arrangiandosi, è paura del futuro. Il tema delle nuove povertà è di straordinaria attualità e tocca sempre più fortemente le nostre città.

Anche la città di Novara si trova a confrontarsi con le diverse forme di povertà fatte di “vecchi” e “nuovi poveri” che interpellano lo spirito di solidarietà dei singoli e delle istituzioni chiedendo gesti concreti.

Per dare una prima risposta a questa realtà dai diversi volti, la Fondazione De Agostini ha posto l’attenzione e scelto di sostenere alcune iniziative già attive nella Città..

Mense dei poveri

Due le strutture diurne presenti in città – la Parrocchia del Sacro Cuore e il Convento di San Nazzaro della Costa –  che quotidianamente, l’una per il pranzo e l’altra per la cena, assistono tra le sessanta e le ottanta persone. Settimanalmente, inoltre, preparano più di cento pacchi alimentari per famiglie, anziani e singoli in difficoltà.

L’Associazione Il Solco gestisce invece dalla metà degli anni ’80 le due case di prima accoglienza della Caritas Diocesana – Casa sant’Angela, femminile, e Casa Speranza, maschile – ai cui ospiti vengono offerti i tre pasti quotidiani.

Per i generi alimentari, le tre realtà si sostengono grazie al contributo del Banco alimentare, dei supermercati con gli alimenti a breve scadenza e delle donazioni di privati in varie forme. Tutte, però, devono acquistare i prodotti freschi per la quotidiana preparazione dei pasti. L’intervento della Fondazione De Agostini assicurerà la copertura di questa spesa per un anno.

Emergenza abitativa

L’attuale crisi economica ha determinato una situazione di grave emergenza casa che colpisce un numero crescente di nuclei familiari e di singoli privi di reti familiari di sostegno a cui occorre dare risposte urgenti.

La Prefettura e il Comune di Novara, nell’ottobre 2011, hanno rivolto un appello a tutti gli organismi impegnati sul territorio in ambito sociale circa l’emergenza abitativa in atto, particolarmente grave nella città, causata dai numerosi sfratti già eseguiti e in fase di esecuzione.

Le Istituzioni coinvolte, tra cui la Fondazione De Agostini, hanno pertanto sottoscritto un protocollo di intesa e istituito il “Fondo Emergenza Abitativa Città di Novara”.

Per la prima accoglienza di circa duecento persone, nuclei famigliari sfrattati e sinles a disagio, verranno allestite dieci strutture dell’ex villaggio TAV, ora “Villaggio Emmaus”, che già ospita altrettante persone rimaste senza una casa.

Spazio ricreativo ragazzi “Villaggio Emmaus”

Il “Villaggio Emmaus”, in via Alberto da Giussano a Novara, si sviluppa su un’area di circa 68.000 m²  e nel marzo 2011 è stato destinato a centro di prima accoglienza per persone rimaste senza una casa. Prima dell’acuirsi di questa emergenza sociale, ospitava 41 nuclei familiari e 65 minori.

La Cooperativa Emmaus, che gestisce la struttura, ha realizzato alcuni interventi per rendere questo luogo di transito un posto dove vivere meglio rispetto alla condizione precedente, ma la presenza di molti minori rende ora necessaria la realizzazione di uno spazio ricreativo a loro dedicato.

La Fondazione De Agostini  si è impegnata a sostenere i costi per l’acquisto di alcuni giochi da interno e l’adeguamento di una piccola area verde da adibire a campetto da calcio e campo da basket.

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