Educazione/Formazione
Progetto aperto

compiti@casa

Un progetto di accompagnamento allo studio a distanza per gli studenti della scuola secondaria di primo grado

La povertà educativa è uno dei principali fattori che produce diseguaglianze, nonché uno degli aspetti più devastanti della povertà dei minori. Negazione del diritto allo studio ma anche carenza di occasioni educative influiscono sulla crescita personale dei ragazzi: situazioni economiche difficili non offrono loro le stesse opportunità di realizzazione personale e di successo scolastico accessibili ai coetanei in situazioni economiche migliori.

In questo contesto l’emergenza sanitaria ancora in corso ha aggravato ulteriormente le diseguaglianze di base a cui si sono sommate le difficoltà che la didattica a distanza (DAD) ha dovuto affrontare. La DAD ha però evidenziato le potenzialità di questa metodologia di insegnamento, che potranno essere utilizzate anche oltre l’emergenza: la possibilità di un rapporto diretto con l’insegnante e quella di una programmazione didattica personalizzata; l’accesso a strumenti multimediali prima poco utilizzati e l’utilizzo della rete per la condivisione dei contenuti.

In una logica di contrasto alla povertà educativa tramite il sostegno a distanza, nasce il progetto compiti@casa, promosso dalla Fondazione De Agostini in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado con difficoltà di apprendimento, poca autonomia e scarsa motivazione nello studio, e spesso con svantaggio socioeconomico. Nel primo anno del progetto, l’offerta si rivolge ad alunni delle classi prime e seconde, per un totale di cento ragazzi e ragazze suddivisi su tre scuole “pilota” di quartieri periferici di Novara, Torino, Milano, a forte caratterizzazione multietnica. La finalità del progetto è quella di sostenere e accompagnare allo studio gli alunni in difficoltà nell’apprendimento dell’italiano, della matematica e delle discipline scientifiche, con attività di studio pomeridiano per quattro ore settimanali, a partire dal secondo quadrimestre dell’Anno scolastico. Le attività, a distanza, in ambiente di apprendimento virtuale già sperimentato, in rapporto uno a uno, sono tenute da cinquanta studenti universitari dell’Università torinese: un’azione educativa mirata, con l’utilizzo di metodologie innovative e strumenti digitali, con tutor giovani, motivati e preparati che, in un’ottica di peer education (cioè un’educazione tra persone simili, che possono condividere un “piano comune” per dialogare), possono non solo aiutare i ragazzi in difficoltà di apprendimento ma essere soprattutto capaci di ascolto, accoglienza e buone relazioni (seppur a distanza).

Fondamentale è inoltre il coinvolgimento dei docenti delle scuole (quattro insegnanti per ogni scuola), che segnalano alla Fondazione i ragazzi in difficoltà, e che hanno a disposizione momenti di formazione iniziale e in itinere, con verifica e monitoraggio dello sviluppo del progetto. Le famiglie sono coinvolte nel progetto attraverso la sottoscrizione di un patto formativo con la Fondazione De Agostini e la scuola di origine dello studente.

Tra i mesi di novembre e dicembre 2020 cominciano le attività propedeutiche, e tra gennaio e maggio 2021 si svolgerà il tutoring a distanza (con una durata di quindici settimane), il monitoraggio e la valutazione finale del progetto.

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